SCENARIO 4 – IL SEX SYMBOL

Ebbè… anche l’occhio vuole la sua parte.

Succede spesso che un gruppo di donne si ritrovi ad “idolatrare” (o magari un po’ meno) il proprio istruttore per una serie di motivi, e il fatto che sia attraente può essere uno di questi.

Specifico uno di questi perché non è detto che sia l’unico ci mancherebbe, l’istruttore ha anche altre competenze, però in questo caso il suo aspetto fisico gli dà una marcia in più.

Dato che ho sentito più volte istruttrici dire che ci sono istruttori che puntano solo sui muscoli e le donne vanno “tutte” da loro solo per guardarli.

Volevo specificare che è sicuramente in parte vero, ma ricorda che esiste tutto lo scenario tre, e quindi sai che per empatia le clienti vanno alla ricerca di diverse figure.

Tornando al sex symbol…

Esiste la possibilità che il corso ti piaccia perché l’istruttore è molto attraente.
Non c’è nulla di male, fa parte della natura umana.

E non significa che vai a lezione perché non vedi l’ora di lasciargli il numero di telefono ma semplicemente perché ti va di rivederlo.

Come vedi le variabili che possono farti piacere un corso piuttosto che un altro sono diverse.

Avrai anche notato che ho parlato ben poco di tecnica, di tipologie di lezioni e di esercizi.

Perché il “mi piace” e “non mi piace” va tutto contestualizzato, ed è come ho già detto, una sensazione che abbiamo confrontando qualcosa o qualcuno con qualcos’altro.

Ovviamente la tipologia di lezione ha la sua importanza in tutto questo, ma non è sempre il vero e unico motivo per cui diciamo questa lezione “mi piace” o “non mi piace”.

Per esempio succede spesso se ci fai caso, che se una persona ci va a genio tendiamo ad apprezzare tutto ciò che fa, mentre se ci sta antipatica tenderemo a criticare.

Tutto questo discorso l’ho fatto per farti capire che, sicuramente è importante la tipologia di lezione, il tipo di allenamento, la preparazione dell’istruttore, gli esercizi, le coreografie ma fanno parte di un contesto.

Immaginiamo un grafico a forma di torta e nelle varie fette ci inseriamo:

  • Empatia che proviamo verso l’istruttore
  • Aspetto fisico dell’istruttore
  • Tipologia di lezione e contenuti
  • Preparazione dell’istruttore

Possiamo tranquillamente dividere la torta in 4 parti uguali, perché tutte e 4 le voci sono importanti allo stesso modo.

Poi ovviamente ci può essere un po’ più di un ingrediente rispetto ad un altro, ma ci devono comunque essere tutti e quattro.

Ora sai che una lezione ti può piacere per una serie di motivi, e non solo per gli esercizi e le coreografie, magari non ci avevi fatto caso.

Alt ho un bonus…

SCENARIO 5: LA RIPROVA SOCIALE

E’ un concetto che è stato introdotto al mondo dal famoso psicologo statunitense Robert Cialdini.

Devo dire che mi trova d’accordo, capita spesso e capita anche a te anche quando non lo vuoi ammettere.

Ti spiego di cosa si tratta…

Cito da Wikipedia

“La riprova sociale è un principio, o meglio un fenomeno psicologico descritto da Robert Cialdini nel suo libro Le armi della persuasione.
Secondo questo fenomeno le persone, per decidere ciò che è giusto, cercano in genere di conoscere ciò che è giusto per gli altri. []”

In pratica quando non sappiamo cosa scegliere e ci sentiamo in difficoltà, tendiamo a scegliere quello che scelgono le persone intorno a noi.

Quindi tornando al mondo dei corsi, se non sappiamo che fare c’è la possibilità che ci aggiungeremo ad un corso dove c’è già un sacco di gente.
O comunque perché un sacco di gente ce ne ha parlato.

Perché?
Perché se ci vanno in tanti significa che è un corso che piace.
E come vedi anche questa volta il “mi piace” è molto relativo.

SCENARIO 6: L’AUTORITA’ (mi sono fatto scappare la mano)

Tratto un altro scenario in merito ai motivi per cui un corso può piacere oppure no.

Il tuo istruttore potrebbe essere un’Autorità nel suo campo.
Magari ha raggiunto risultati importanti, magari è un docente, uno scrittore, è apparso su diversi giornali o in TV ecc.

O magari semplicemente lavora in un determinato centro o zona da tanti anni e ha in qualche modo creato un’Autorità intorno al suo personaggio.

E indovina un po’?

C’è la possibilità che percepirai più “valide” le sue lezioni e lo riconoscerai come un esperto, questo perché la sua fama lo precede.

Attenzione perché per “autorità” non intendo certo le capacità tecniche dell’istruttore, semmai tutto ciò che si è costruito intorno.

E anche in questo caso… il “mi piace” e “non mi piace” diventa relativo.

Lo dico ancora una volta così il concetto è chiaro.

Quando decidi di andare ad una lezione e “ti piace”, il motivo non è solo perché i contenuti della lezione sono “belli” e l’istruttore “bravo”.

O sai che in realtà centra molto la percezione del tutto.

Direi che ora la torta va riempita con più fette che sono:

  • Empatia che proviamo verso l’istruttore
  • Aspetto fisico dell’istruttore
  • Tipologia di lezione e contenuti
  • Preparazione dell’istruttore
  • La riprova sociale (se ci sono già altre persone che lo fanno)
  • Autorità dell’insegnante

SCENARIO 7: LA CREDIBILITA’

Dunque…
Indipendentemente dal fatto che tu conosca o meno il significato della parola Leader, sappi che comunque il tuo istruttore lo è.

Leader è una parola che arriva dall’inglese “To lead” che significa “guidare”.

Di fatto l’istruttore ti guida nella lezione, ti guida sulle varie tipologie di lezioni da seguire come sto facendo io, ti dà delle dritte e potrebbe diventare un riferimento (potrebbe).

Di fatto l’istruttore la sua Leadership se la deve guadagnare, deve diventare credibile e ovviamente non sembrare un ciarlatano.

Se quello che oggi è il tuo istruttore, e tra qualche mese farà il gelataio, poi magari riprende ad insegnare, poi ti vuole vendere l’aspirapolvere e già che c’è anche il beverone magico…

Ovviamente perde di credibilità, non ha né una meta né uno scopo ben preciso.

Vedendo tutta questa confusione nella tua testa farai fatica a vederlo come un esperto del settore.

Che lo ripeto a fare…non basta una lezione bella e un istruttore esperto, perché bisogna riempire tutta la torta.

Magari alcune fette sono più grandi di altre, ma ci devono essere tutte.

Tutto si basa sulle nostre percezioni.

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