Buongiorno, sono il nuovo istruttore!

accordoPer gli istruttori della sala corsi la prima lezione può essere piuttosto impegnativa da gestire, indipendentemente che sia una sostituzione o l’inizio di una nuova collaborazione.
L’ideale è aver fatto un buon lavoro dall’inizio: il colloquio con il direttore dei corsi, una buona comunicazione e perché no, essere al posto giusto al momento giusto sicuramente non guasta.

Ciao a tutti, ed ecco il mio nuovo articolo. Ho deciso di dedicare le prossime righe agli istruttori di corsi che si ritrovano per la prima volta all’interno della sala corsi di un nuovo centro, davanti a persone praticamente sconosciute.
Fatemi sapere poi le vostre esperienze nei commenti.

Dunque cominciano dall’inizio, dalla creazione… no beh, non così tanto inizio:-)

Qui di seguito con una storia di fantasia (o quasi) vi farò un esempio.

Icona Rimini Wellness 2017

Arriva una chiamata: “Ciao sono Marco, responsabile dei corsi della palestra FitnessNow, stiamo cercando un nuovo istruttore di corsi per il giovedì sera. Sarebbero un paio di lezioni e vorrei parlare con te per un eventuale tuo coinvolgimento. Mi ha dato il tuo numero Natascia e mi ha detto che potresti essere la persone che fa per me”.

Beh, senza dubbio una chiamata interessante. Fa sempre piacere essere presi in considerazione da nuove palestre, significa che il nostro nome in qualche modo ha avuto un buon passaparola.

Bene, supponiamo che questo “ipotetico” giovedì sera lo abbiate libero.
La palestra non è così lontana, te ne hanno parlato bene, è un bel NetWork e non ti dispiace collaborare con un centro in più. Farai qualche ora in più, il tuo stipendio”si gonfierà” un pochino e conoscerai gente nuova che potrà apprezzare il tuo lavoro.
Non male, quindi si fissa il colloquio.

Direi che arrivare puntuale al colloquio è il minimo che tu possa fare, dopo tutto, il buongiorno si vede dal mattino. Altra cosa… non arrivare cadendo dal pero, esiste un “Dio” dell’informazione che si chiama google, informati sul centro, sui corsi che propongono, sulla tipologia di clientela ecc.
Dai un’occhiata anche alla loro pagina FaceBook per vedere un po’ “l’andazzo”.

Affare fattoArrivi con un sorriso bello stampato in viso, la palestra si presenta bene con uno staff di receptionists disponibili.

“Ciao sono … e ho un appuntamento con Marco il responsabile dei corsi”.
“Certo” risponde la ragazza, te lo chiamo subito.

Marco è un giovanotto che forse non è ancora arrivato a 30 anni, e quindi pensi “Caspita che bella soddisfazione dev’essere, così giovane fa già il direttore corsi”.

Bene, ho un consiglio veloce da darti, del quale se ne potrebbe parlare per ore. A tutti, ma proprio tutti piace che le altre persone si interessino alla loro vita. Fallo anche a tu. Potresti cominciare con un tuo apprezzamento, dopo tutto lo hai già pensato, devi solo trasformarlo in parole.

Interessarsi agli altri, per quanto possa sembrare banale, è una chiave che ci può aprire tantissime porte.

“Si” risponde Marco. “E’ un gran da fare, sai qui ci sono tre sale corsi, e ora sono anche responsabile piscina, quindi ovviamente gestire tutto lo staff è impegnativo. Mi hanno dato la carica di responsabile da poco e sto cercando un po’ di rinnovare il planning… abbiamo bisogno di un nuovo istruttore per il giovedì sera”.

kickOk fermi un attimo… siamo a febbraio e cercano un nuovo istruttore per il giovedì sera.
Abbiamo bisogno di più informazioni, che saranno utilissime per organizzare poi le prime vostre lezioni.

Dunque, le possibilità sono diverse. Vogliono inserire nuovi corsi, e in questo caso la faccenda si fa, non dico dura ma particolare. Scombinare il palinsesto a metà anno è un impegno mica male sia per il centro che per il l’istruttore.
Altra motivazione può essere che qualcun altro teneva quelle lezioni e per qualche motivo non lo fa più.
Beh, sicuramente avrai la curiosità di sapere qual è il motivo per cui il “vecchio” istruttore non c’è più, ma non essere così indiscreto, a meno che Marco decida di raccontartelo.

Piuttosto è il caso di concentrarsi sulle tipologie di corsi da inserire, la data di inizio, la retribuzione ecc.

Marco ha le idee chiare su una tipologia di lezione da inserire: “Dalle 18.30 alle 19.30 vorremmo inserire la lezione X, perché è da tempo che non la teniamo e vorremmo riproporla”.

ATTENZIONE: se stiamo subentrando ad un nuovo istruttore e con la stessa tipologia di lezione, è il caso di fare qualche domanda sul vecchio collaboratore. Era uomo o donna? Che tipo di istruttore era? Tecnico tipo Rottermeier o quello della fiesta alla Ricky Martin? Non tralasciamo questi dettagli, se ci teniamo ad avere successo in questo nuovo centro.
Non avere paura di fare domande apparentemente banali, più informazioni hai meglio è, e in più darai l’idea di essere particolarmente interessato alla buona riuscita dei corsi.

Continua Marco: “Per la successiva lezione avrei pensato a una piazzalezione di Tonificazione tu la proponi?”.
Ecco è il momento di sfoderare le tue carte, parla di te, di cosa hai fatto nei tuoi anni di carriera, quali lezioni proponi, le tue esperienze. Fatti sentire sicuro del tuo lavoro, non fare l’incerto ma nemmeno il narcisista.
Evita una frase del tipo: “Io metterei la lezione X però non so se piacerà”. Non è certo un bel modo di cominciare. Marco sentirà la tua insicurezza, ed esattamente come te sarà poco propenso ad inserire quella tipologia di lezione.

Marco conosce bene il planning, dopo tutto l’ha fatto lui, ma devi comunque controllare alcune cose.
Se hai deciso di tenere come seconda lezione una tonificazione generale, verifica che tipologie di lezioni ci sono durante gli stessi orari nelle altre sale corsi.
Evitare l’errore grossolano di inserire lezioni simili durante gli stessi orari.

Ok ci siamo, stabiliti orari e tipologie di lezioni direi che è il momento di parlare di retribuzione.

La retribuzione oraria di un istruttore di sala corsi può variare per diversi motivi:

  • Zona dell’Italia in cui ci si trova
    Ho viaggiato un po’ tutta l’Italia per il mio programma Real Ball Fitness e ho potuto notare che al sud la quota oraria è sempre un pochino più bassa. Occhio però: solo un pochino!
  • Il monte ore
    Chiaro che il numero di ore che teniamo presso un centro può modificare anche la retribuzione. Se ci contatta una scuola di danza che ha deciso di tenere un corso di fitness, e il nostro impegno è di una sola ora a settimana, la quota che possiamo chiedere è più alta.
    Mentre se ci contatta un famosissimo NetWork di palestre che vuole proporci un pacchetto di 15 ore settimanali la situazione è differente.
  • La nostra esperienza
    Come in qualsiasi lavoro anche in quello dell’istruttore di corsi la propria esperienza e curriculum contano, se sei alle prime armi di certo non potrai “permetterti” di chiedere quote troppo alte, ma nemmeno di accontentarti delle briciole

E’ chiaro che ci dobbiamo preoccupare della retribuzione oraria ma non fissiamoci troppo. Se la quota oraria è altissima ma ci dobbiamo spostare dall’altra parte della città per solo un’ora, direi che potrebbero andare meglio due ore ad una retribuzione un pochino più bassa.

Quindi fatevi i vostri i conti e cercate di arrivare con le idee chiare, più chiare possibile.

Bene, tu e Marco avete pattuito anche la retribuzione, si può cominciare. Sicuri? Più o meno, l’ideale è fare prima una prova per poi cominciare.

Se decidiamo un giorno ed un orario per una “prova” entrambi non ci saremo presi l’impegno del “finché morte non ci separi” ma piuttosto del “vediamo il feed back dei clienti”.

Eh si, quindi ce la si gioca nella prima lezione. Ora immagina di dover preparare la prima in teatro, oppure di partecipare ad un concorso di canto o di ballo, una competizione.
In pratica, preparati al meglio per questa “prova”.

IMPORTANTE
Marco lo sa bene, ma ricordagli di mettere diverse locandine nel centro/social/sito che parlino dell’inserimento delle nuove lezione. Di questo argomento ne ho parlato in maniera più esaustiva nell’articolo: INSERIRE UNA NOVITA’ IN SALA CORSI.

E’ il giorno della lezione prova.
In generale si dice “si sempre te stesso”, si è verissimo, ma a volte dobbiamo calcare un po’ la mano.

L’impressione che avranno gli allievi in quella prima lezione, in quel primo minuto, in quei primi dieci secondi… sarà quella che poi avranno per sempre.

Sorridere direi di darlo per scontato. E se un sorriso di circostanza ti può sembrare “fasullo”, fai una ricerca in “san google” e scopri quanti effetti positivi ha il sorriso.

Entri, ti presenti, tenta una battuta ma non ti mettere a fare cabaret a meno che tu non ne sia in grado. Se stai subentrando ad un istruttore, specifica che lui non ci sarà più, senza andare nei dettagli (fatti gli affari tuoi tanto per capirci).

Specifica che tipologia di lezione terrai, con professionalità e sorriso. A scanso di equivoci, se la tua lezione è troppo simile alla “vecchia lezione” come tipologia, specifica le eventuali differenze. Prepara la classe al “ciò”che si farà.

Potresti trovarti davanti a diverse tipologie di persone, dipende dal centro, dalla grandezza e la zona.

Tipo?

Una classe in cui quando entri un gruppo di persone sorridenti si avvicina a te sorridendo, chiedendoti se sei l nuovo istruttore, che lezione farai. Insomma una bella accoglienza.

Una classe in totale silenzio. Non prendertela male, magari sono abituati così, magari in realtà la maggior parte delle persone presenti in sala sono nuovi iscritti.

Occhio: aspettati un po’ di tutto. Le persone particolarmente affezionate ad un istruttore (dedicherò un articolo all’argomento) faranno parecchio fatica a digerire la notizia che non ci sarà più o magari che lo stai solo sostituendo.
Può anche succedere che nel momento in cui ti vede, se ne vada dalla classe. Vero, non è una bella cosa, ma non metterla sul personale, non ce l’ha con te.

Evitare di fare domande del tipo: “Avete già fatto questa lezione?”. Non serve a nulla perché risponderanno in coro tutti con risposte diverse.

Piuttosto: “C’è qualcuno che segue per la prima volta un corso di gruppo?
Magari noterai che 30% dei presenti in sala sono appena iscritti, li noterai silenziosi e timidi.

O a limite una domanda tipo: “Chi non ha mai fatto questa tipologia di lezione?”.

Possono essere dati che tornano utili.

Bene… è ora di dare il massimo. Tieni una lezione della quale sei particolarmente sicuro e che ricordi bene, così potrai puntare sull’espressività. Occhio a non esagerare, come diceva sempre un mio capo-animazione tanti anni fa: “Non cagare fuori dalla tazza!”.

Può essere che Marco, passi di tanto in tanto a dare un’occhiata in sala per vedere la situazione. Non ti preoccupare non sta controllando quali passi o esercizi stai facendo, vuole solo vedere un po’ la situazione. E’ chiaro che se Marco si piazza sulla porta per tutto il tempo un po’ potrebbe inibire la tua espressività, ma continua dritto per la tua strada.

A fine lezione, ringrazia tutti e con una buona dose di umiltà e un bel sorriso potresti dire:”Spero la lezione vi sia piaciuta e di rivedervi presto”. Ricorda che la tua lezione si terrà tutte le settimane, e invita le persone a rimanere anche la lezione dopo.

Prima di andare via dal centro molto probabilmente incrocerai Marco che ti chiederà com’è andata. Anche se le cose sono andate benissimo evita di fare la star. Frasi tipo: “E’ andata benissimo, si sono divertiti un sacco, non vedono l’ora di rifare lezione con me” non faranno di te un bravo istruttore. Una discreta dose di umiltà non guasta mai.
Sarà poi Marco a riportarti il feed-back reale dei soci.

E tu? Hai fatto qualche esperienza simile di recente? Com’è andata? Fammelo sapere con un commento.
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E’ gradito un like e una condivisione.

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Al prossimo articolo…

Salvo Oliverio

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  1. 11 Marzo 2017

    Ciao Salvo…. Bellissimo articolo molto realista.. Sapessi quante volte in tutti questi anni mi sono trovato in questa situazione… Ma ringrazio il buon Dio ne sono sempre uscito sereno….comunq complimenti per tutto… Un abbraccio

    • 12 Marzo 2017

      Ciao Roberto, immagino… dura vita quella dell’istruttore:-) Grazie per i complimenti, in bocca al lupo e… continua a seguirmi.

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