SCENARIO 1 Caro istruttore della sala corsi, eppure sembra semplice…
Ormai è un po’ che insegni, ci sono già tre palestre dove praticamente sei una Rock Star.

Le allieve ti accolgono con cori e applausi e sono talmente numerose che non hai mai imparato i loro nomi.

E poi arrivi nella nuova palestra, carica come una molla, pronta per spaccare tutto.

“Adesso gli faccio vedere io a quelli, finalmente in quella palestra pallosissima porterò un po’ di energia con la mia super-mega-fighissima lezione di Fitness Dance “. Quindi parti col piede giusto ma qualcosa non quadra già dalla prima lezione.

Le allieve non sono molto numerose e la più sorridente del gruppo sembra che le sia morto il gatto il giorno prima.

Beh tu sorridi ovvio, tiri fuori l’energia. Ma non è la solita energia.

Fai la tua lezione di sempre, il tuo cavallo di battaglia, quella che poi finisce sempre con la STANDING OVATION.

Il punto è che non solo non applaudono, ma non fai neanche in tempo a fine lezione a staccare lo spinotto della musica dal telefonino che senti: “ciao, ciao, ciao, ciao…” sono già tutte uscite dalla porta.

E che fine ha fatto il: “Ma che bella lezione!” “Quando torni?” “Ma ci sei solo giovedì?” “Perché non fai un’altra serata?”. In pratica ti sembra un flop totale.

Ti fai tante domande e inizi a chiederti che forse quella lezione non piace e non va bene per quell’ora, per quell’utenza, per quella “gente”, per quella zona, per quel quartiere, per quella via, per quella palestra, per quella sala corsi…

Le pensi tutte… forse hai sbagliato maglietta? Il leggins era troppo aderente? Non dovevi mettere la musica di Maluma ma quella brasiliana sambeggiante?

Come prosegue poi il tutto? Beh più o meno uguale, magari dopo tre mesi una si azzarda con un “Bella la lezione di oggi”. Sì beh, gratificante comunque. Ma che lentezza!

Il tuo corso diventa pian piano la valle degli Zombie, mentre l’istruttore che ha l’ora prima di te sembra avere un sacco di gente a lezione.
Tra l’altro lavora lì da quando andava di moda la macarena…

Non solo, quando finiscono sono sempre lì che parlano e parlano, e poi organizzano cene, pizzate e finiscono con un: “Ci sentiamo sul gruppo WhatsApp”.

Azz… hanno anche il gruppo WhatsApp e tu delle tue allieve non sai neanche il nome, t’era passata pure la voglia di chiederlo.

Però nel frattempo pensi: “Bello mio sapessi quanti gruppi ho su WhatsApp anch’io e le mie allievi delle altre palestre sono molto più ginniche/sorridenti/entusiaste/echinehapiùnemetta delle tue”.
Beh perché è andata così e come va a finire?

Dunque i motivi possono essere tantissimi, e purtroppo abbiamo a che fare con le persone, e con le persone le formule matematiche non funzionano.
Non siamo macchine.

Hai già letto l’articolo “Buongiorno sono qui per il colloquio” Ecco lì potresti trovare un motivo.

Se non lo hai letto clicca pure qui: LEGGI L’ARTICOLO

Avevate pianificato bene il tuo “debutto nella nuova palestra”.
Avevate fatto una bella locandina? Avete comunicato a tutti l’arrivo del nuovo istruttore e della nuova lezione?
Avete usato le parole giuste?
A quale istruttore sei subentrato?
La serata era già moscia già da prima?

Perché se non ti sei informata prima e avete comunicato poco, male e con le parole sbagliate, beh sono solo non le hai incuriosite ma gli hai fatto passare la voglia prima ancora prima che ti conoscessero.

E’ risolvibile?

Forse si…
Ci vuole tanta pazienza e una bella dose di umiltà. Ne hai un po’ di entrambe?

Ovvio se nelle altre palestre sei abituata a fare la Super Star è un attimino deprimente e umiliante la situazione che si è creata, poche allieve e poco entusiaste… il massimo del minimo.

A quel punto devi tentare con tutte le tue forze di coltivartele per bene “sperando” di farle talmente felici e di creare un po’ di passaparola.

Per creare il famoso passaparola non basta che siano un po’ contente, devono essere super entusiaste.
Perché se pensano “tutto sommato la lezione è carina” tornano a lezione da sole, se invece “che figata questa lezione” cominciano a parlarne.

Si lo so è un bel lavoraccio…

Quanto ci vuole? Eh… bella domanda.
Potrebbe volerci tutta la stagione, lo so è tanto tempo ma sei partita proprio male.

Bisogna vedere anche com’è il tuo responsabile e quanto è veramente responsabile ed esperto.

Potrebbe essere abbastanza scaltro e sgamato da capire bene la situazione, ma potrebbe anche banalmente pensare: “Oh questo corso non va… lo togliamo”.

Durante l’anno cerca di capire però un po’ l’andazzo.
Magari ad un certo punto il tuo corso si rianima un po’ e potresti essere contenta, ma se il responsabile sempliciotto ha ancora in mente il corso com’era ad inizio stagione e quel punto sei punto a capo.

Prima di passare tutta la seconda metà della stagione a chiedere “Ma sono confermate le mie ore l’anno prossimo?” cerca di capire come butta.

Se hai la sensazione che molto probabilmente non sarai confermata non ti impuntare, trova SUBITO un altro centro e al prossimo giro fate meno errori.
Ammesso che ne abbiate fatti, a volte sono semplicemente una serie di circostanze che con una parola tecnica si possono chiamare “sfiga”.

Potrebbe arrivare quindi il momento del commiato, il momento in cui saluterai le tue frizzanti e numerose allieve perché non farai la stagione successiva.

Evita di vomitare addosso alle allieve tutte le cattiverie che ti vengono in mente: “Mi hanno mandata via, mettete una recensione negativa, andate a lamentarvi, non sono professionali, il responsabile è incompetente…”.
Si ovvio non ne parlerai benissimo ma datti una regolata.

Ma soprattutto… evita poi di scrivere su FaceBook le banalità che tutti scriverebbero tipo: “La pochezza della gente, L’ipocrisia della gente, La poca professionalità della gente” solo per ricevere qualche commento che ti dica quanto sei brava e “Non ti curar di loro perché tu vali!”.

La gente non esiste, esistono le singole persone quindi fai una telefonata se proprio vuoi parlare e chiarire.

Ogni tanto purtroppo, come dice una famosa canzone: “Bisogna saper perdere”.

Ovvio quello che ho descritto è lo scenario peggiore che possa capitare, poi ci sono tutte le sfumature di questo mondo.

In ogni caso, per quanto possa esser andata male un’esperienza non significa di certo che non sei capace.

Anzi…tu lo sai che sei brava e te lo hanno confermato tutte le STANDING OVATION e i complimenti che sempre ricevi.

So che è facile demotivarsi in queste situazioni ma una volta che sei più lucida ragiona un po’.
E’ andata male? Ok, allora ho imparato una cosa nuova. La prossima volta controllo meglio alcune cose e mi impunto meno su altre meno utili.

Rifletti e automotivati;-)

SCENARIO 2

Beh anche lo scenario 2 non è dei più felici.

Arrivi in una classe super numerosa e anche abbastanza rumorosa.
Fatichi a farli stare zitte, ce ne sono anche un paio che sono le “capette” della situazione. Ovviamente sono in prima fila, sempre che non abbiano deciso di prendere proprio il tuo posto (a me è capitato). Fanno un po’ di Bulling le capette. E tu pensi: “Belle mie siete nella mia lezione e fate quello che dico io”. Più o meno…

Inizi la tua lezione la sala è bella piena… le bulle in prima fila continuano a parlare tra loro, poi ogni tanto guardano te un po’ scazzate. Comunque all’incirca fanno quello che dici…
Si infatti all’incirca… nel senso che se un passo o un esercizio non gli piace ovviamente loro lo modificano a loro piacimento.

Avresti voglia di prenderle a gomitate sui denti ma sorridi… con un sorriso un po’ tirato ma comunque sorridi.

Beh la lezione va bene alcuni sembrano entusiasti altri meno comunque tutto ok.

Quindi beh… è andata dai?

La settimana dopo torni a lezione… le bulle non ci sono ma c’è la metà della gente.

Gira un’influenza?
No… le persone si fanno influenzare dalle capogruppo.

Quindi non sei piaciuta alle bulle e hanno spostato il loro branco verso un’altra lezione…

Beh questa è solo un’ipotesi, però succede.

Un altro motivo per il qualche le persone si sono dimezzate è che in realtà non hanno fatto la lezione che volevano.
Non iniziare a colpevolizzarti…

Qua purtroppo torniamo sempre a: “Buongiorno sono qui per il colloquio”.
Chi c’era prima di te? Che lezione faceva?
Vi siete degnati di cambiare il nome della lezione e di comunicare l’arrivo della nuova insegnante?

Beh può ovviamente succedere che le persone scappino… A volte è perché volevano la fotocopia del vecchio istruttore.

Ma come tu ben sai le persone non si fotocopiano… (perlomeno non ancora).

Altro motivo del dimezzarsi delle presenze può essere il confronto con gli altri istruttori, quelli negli altri giorni.

Tipo? Beh ogni palestra ha un po’ la sua storia e il suo stile.
Se quattro sere su cinque la lezione chiamata “Tonificazione” (che vuol dir tutto e niente) viene fatta in stile rambo e poi arrivi tu con le movenze di Carla Fracci allora magari potrebbe essere il motivo.

Questo non significa che la tua lezione non va bene, l’ho già detto prima ma lo ripeto,  non colpevolizzarti.
Forse era il caso di proporre qualcosa di talmente nuovo e diverso da creare una nuova “nicchia” all’interno di quella palestra. Anziché mettere l’ennesima lezione di tonificazione.

Come si risolve?

Anche in questo caso non c’è la formula magica.
Tieni d’occhio la situazione.
E in ogni caso bisogna imparare ad essere un po’ flessibili e ad avere pazienza.

Se il corso si è svuotato quasi completamente, e vale anche per lo scenario uno, è il caso magari di cambiare la/le tipologia/e di lezione.
A volte basta poco, un nome nuovo, una locandina nuova e tutto ricomincia nel verso giusto.
Si ritorna alla STANDING OVATION:-)

Quindi per concludere…
Cerca di fare un buon lavoro prima, guardandoti intorno.
Il tipo di palestra, gli istruttori, le lezioni.
E poi tieniti pronta ai cambiamenti.

Il cambiamento non è mai una cosa facile, perché tutti preferiamo rimanere nella nostra zona di comfort.
E’ più facile fare le cose sempre allo stesso modo, piuttosto che stressarci con il cambiamento.
Ma è necessario in situazioni di questo tipo.

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A prestissimo.

Salvo Oliverio

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  1. 20 Febbraio 2020

    Ottimo

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