Hai anche tu un collega esaltato ed insopportabile convinto di sapere “di più”? Ma da cosa nasce questa convinzione?

Ad un certo punto della sua carriera l’istruttore medio rischia di diventare un esaltato.

Chi è l’esaltato?

Cito da wikipedia la definizione che può interessarci:

Sovreccitato invano, che è in preda a mania di auto referenziale egocentrismo quindi senza un vero valido motivo

Beh perché l’istruttore della sala corsi non si occupa solo di fitness ma nella sua carriera si ritrova anche ad essere: una rockstar, un leader, un trascinatore, un personaggio carismatico e a volte purtroppo un esaltato.

Alcune delle caratteristiche elencate sopra sono utili e magari sono innate in noi mentre altre no, ma tutto si può imparare adattandolo alla nostra personalità.

Magari può sembrarti strana la parola Leader, perché lo vedi come un ruolo complesso.
Ma in realtà lo sei già, e tra l’altro ognuno di noi lo è a modo suo.

In ogni caso tutti possiamo imparare ad essere dei leader, o comunque a migliorare la nostra leadership, e anche tutte le altre caratteristiche che ho elencato sopra (escludendo quella dell’esaltato).

Quando dico tutti non lo dico tanto per dire, ma perché come ogni cosa che spiego in qualsiasi mio corso o libro, prima di tutto l’ho vissuta sulla mia pelle.

Da giovane dopo ben tre anni che insegnavo continuavo a sentirmi piuttosto impedito.
C’è sempre stato chi era più bravo di me, più carismatico di me, più autorevole di me.
Mancava sempre qualcosa.

Persino le allieve a volte venivano a dirmi: “Ma anziché fare questi esercizi che non ci piacciono perché non fai questi che ci fa fare l’altro istruttore?”
In pratica mi dicevano come tenere la lezione.
Il massimo del minimo.
Quando praticamente la tua opinione non vale niente, e l’autostima continuava a scendere.

Non ero solo insicuro ma anche parecchio timido, così giusto per non farmi mancare niente.

Una mia collega gentilissima mi raccomandò ad un colloquio con una responsabile di vari centri.
Dopo il colloquio la responsabile chiamò la mia collega per dirle: “Ma chi mi hai mandato?”. Manco la raccomandazione funzionava.

Sta di fatto che dopo tre anni e tante ore insegnate, mi sentivo ancora impedito.
I miei colleghi erano dei draghi ed io cercavo di continuare a copiare loro ma risultati zero.

Ad un certo punto pronunciai una bruttissima frase: “Ma forse non vado bene per questo lavoro?”
Era troppo stressante, troppo pesante, non ce la facevo ed era come se ogni giorno tentassi di farmi accettare, ero ad un passo dal gettare la spugna.
Giuro, ed è la prima volta che lo racconto.

Ma poi ripresi il mio cammino…

Qualcuno ora mi chiama PRESENTER, ma io sono e sarò sempre un istruttore della sala corsi.

Una giornalista di SILHOUTTE DONNA mi ha persino definito GURU DEL FITNESS, ma queste etichette le lascio a loro di certo non mi faccio i complimenti da solo (che poi GURU mi fa venire in mente il saggio sulla montagna).

In ogni caso le cose migliori sul nostro conto le possono dire solo gli altri, solo in quel caso sono credibili.

Questa piccola storia te l’ho raccontata perché sicuramente qualcuno ha vissuto queste esperienza, o comunque in maniera simile.

Quella sensazione che i nostri colleghi che fanno le Rock Star sono più bravi di noi, più carismatici di noi, più coinvolgenti, più qualsiasi cosa di noi ecc.

Ma in realtà basta prendere la direzione giusta, e soprattutto ognuno la sua.
Ognuno ha delle sue particolarità e abilità uniche.

Tutti abbiamo quel qualcosa che sappiamo fare meglio degli altri.
Credimi che quel “qualcosa” non è poca roba, perché ci sono tantissime persone che vorrebbero saperla fare come te.

L’ho già scritto nel mio libro ma anche in altri articoli, ognuno deve trovare la propria strada e personalità evitando di scimmiottare colleghi e “guru”.

Pensa un attimo alle presentatrici televisive Maria De Filippi e Barbara D’Urso.

Entrambe famose, entrambe brave, entrambe con tanta autorità.

Per carità sono personaggi comunque discutibili, ma chi non lo è.

Presentano allo stesso modo?
Ma direi di no.
La D’Urso è tutta sorrisi e cuoricini, la De Filippi sembra sempre incazzata.

Ora si potrebbe pensare che la De Filippi potrebbe essere più sorridente e coinvolgente a mo’ di Barbara D’Urso, ma non è il suo stile.

E ha fatto bene a continuare per la sua strada, proprio come dobbiamo fare noi.
Se vediamo che il nostro collega è tutto sorrisi e urli, e comunque ha il suo riscontro e la sua LeaderShip, non significa che per avere i suoi risultati dobbiamo fare esattamente quello che fa lui.

A proposito che cos’è la leadership?

Cito sempre da wikipedia:

“Si intende il rapporto di colui che in una struttura sociale organizzata occupa la posizione più elevata, nell’interazione col resto del gruppo”.

Che tu lo voglia o no, nell’interazione col resto del gruppo sei il leader.
Sei tu che parli davanti a tutti, gli dici cosa fare e come farlo.

Ma torniamo all’argomento… COME LO FACCIO IO NON LO FA NESSUNO.

Potrebbe sembrare la frase di un esaltato, però ad un certo punto della nostra carriera tutti un po’ ci ritroviamo in questa situazione, chi più chi meno.

Alcuni lo so, non hanno il senso della misura.

Ora io non so a che punto sei della tua carriera, da quanti anni insegni ecc.

Però una volta superata la fase impedito (perlomeno io l’ho passata magari tu no), inizi a vedere dei risultati.

A quel punto ti appassioni ancora di più perché lo senti che stai diventando brava/o.
Riesci a vedere cose che prima non vedevi, errori negli altri che prima ti sembravano degli dei.

Ed effettivamente stai crescendo, stai imparando.

Immaginiamo un grafico, il classico con la linea.

Inizialmente la crescita era lenta, poco più dello zero, ma poi mano a mano l’asticella si alzava e miglioravi più velocemente.

Grazie anche all’esperienza e a tutti i corsi che hai seguito.

E potrebbe arrivare il giorno in cui dici: “Beh però sono proprio brava/o”, e fino a qui sarebbe il minore dei mali.

Il problema nasce quando inizi a dire: “Sono più bravo del collega, sono più bravo del titolare, del responsabile ecc.”.
Il peggio del peggio lo si raggiunge quando inizi a raccontarlo in giro.

Ti ricordo che le cose belle su di noi le devono dire gli altri non noi stessi, altrimenti non sono credibili.

In ogni caso, c’è la possibilità che arrivi a: “COME LO FACCIO IO NON LO FA NESSUNO”.

Che per carità una parte di verità c’è, ma l’istruttore lo dice perché da qualche parte nella sua testa è davvero convinto di essere diventato unico e insostituibile.

Lo è davvero?

Ovviamente no, nessuno è insostituibile.

L’istruttore arriva a quella conclusione perché ha raggiunto una certa dimestichezza nella parte tecnica ed è diventato nel suo piccolo mondo “un’autorità”.

Il suo piccolo mondo ovviamente è una palestra, o più palestre in una zona, magari un paesino, una provincia.

In pratica vive assuefatto da questo mondo che si è creato intorno, che sicuramente è stato bravo a farlo ma da lì al: “COME LO FACCIO IO NON LO FA NESSUNO” ce ne passa.

Come dicevo poco fa, tutti a modo nostro passiamo per questa fase ma non montiamoci la testa.

Diciamo che chi già tendeva “All’esaltato”, arrivato in questa fase potrebbe diventare insopportabile.

Come tutti anch’io ad un certo punto ho avuto una fase in cui mi sono sentito molto bravo, sicuramente

il mio atteggiamento era un po’ cambiato, ma ho cercato di tenere i piedi per terra, ed è quello che dovremmo fare tutti.

Perché?

Perché in realtà è una sorta di castello di carte che può crollare da un momento all’altro.

Il super istruttore: “COME LO FACCIO IO NON LO FA NESSUNO” molto probabilmente catapultato in un’altra città, in un altro contesto, un altro ambiente avrà sicuramente una serie di problemi.

Anche perché partirà super-convinto, ma di fatto appena dal castello sposti una carta come ho già detto prima crolla.

E’ un sistema che funziona in un determinato momento e contesto.

E anche questo che te lo dico a fare, l’ho vissuto sulla mia pelle.
Quando mi sono ritrovato catapultato in un nuovo contesto ero convinto che tutto si sarebbe replicato come nelle altre situazioni.

Per carità può succedere, ma non è certo una formula matematica.
Eh infatti puoi in un attimo passare dalla STANDING OVATION al “Ma perché non ci fai fare gli esercizi che fa il collega?”.

Non sto dicendo che non dobbiamo sentirci bravi e sicuri, sto dicendo che quando suona quel campanellino: “COME LO FACCIO IO NON LO FA NESSUNO” dobbiamo darci una regolata.

Anche se farai fatica ad ammetterlo, molto probabilmente è successo anche a te.

Tieni conto che non c’è nulla di male e succede in tutti i settori, succede a tutti i tecnici.
I tecnici tanto per capirci sono quelli che “fanno il lavoro”.

Ti faccio qualche esempio.

Supponiamo che tu sia un pasticcere.

Inizia ad imparare, a praticare e ad un certo punto ti senti bravo, o magari bravissimo.

E raggiungi il TOP del grafico che ho menzionato prima.
I tuoi pasticcini sono buonissimi, tutti li vogliono.

Si è vero, nella tua zona, nella tua città, nel tuo contesto.

Ma potresti essere un parrucchiere e poco cambia.

Raggiunta la vetta tutti vogliono farsi tagliare i capelli da te.

Ma non sono tutti per davvero.
E’ un preciso pubblico che hai conquistato, nel tuo mondo che ti sei creato.

Spero di essermi fatto capire nel mio articolato discorso, mi piace sviscerare gli argomenti fino all’osso.

Cosa fare quindi raggiunta la vetta per non finire in questo vortice?

Secondo me è il caso il oltre ai temi tecnici, di iniziare ad informarsi e studiare/leggere anche altri argomenti.

Magari sulla crescita personale, sulla comunicazione.
Sono argomenti che comunque sto studiando, e li sto mano a mano riadattando al mondo degli istruttori della sala corsi.
Quindi continua a seguire i miei materiali.

Tornando al nostro discorso, arriva un momento in cui se il tecnico non inizia ad imparare altre cose può finire col continuare a farsi i complimenti da solo e a screditare gli altri (nel peggiore dei casi).

E diventa un circolo vizioso perché magari in alcuni casi lui è un bravissimo tecnico e sa tante cose, ma le occasioni gli vengono soffiate sotto il naso perché è troppo concentrato su di sé.

Quindi… prima di dire “COME LO FACCIO IO NON LO FA NESSUNO” mi prometti che conterai fino a 10?

Grazie per aver letto il mio articolo.

Fammi sapere cosa ne pensi,
puoi commentare direttamente con il tuo profilo FaceBook più in basso.

ATTENZIONE!
Ho scritto un libro completamente dedicato agli istruttori della sala corsi,
dove ho sviscerato tutti i problemi che viviamo ogni giorno,
ovvero tutto quello che non ti hanno mai detto in nessun corso di formazione
e che devi subito sapere per diventare un professionista.
Sono 160 pagine.

Vuoi scoprire di più?
Clicca qui sotto:

SCOPRI LA BIBBIA DELL’ISTRUTTORE DELLA SALA CORSI

Facebook Comments
Loading Facebook Comments ...
Write a comment:

*

Your email address will not be published.

Logo_footer   
     © 2015 Real Ball Fitness | Bounce and Smile...

Follow us: